Perché “adottare”

Adottare un sacerdote con la preghiera significa intercedere per lui con lo stesso amore con il quale un genitore supplica per il figlio. La preghiera innalzata a Dio non è pertanto una richiesta generica, ma specifica, che scaturisce da un rapporto personale, a tu per tu. Il sacerdote che sa di essere adottato si sente seguito, protetto ed amato, perché consapevole che c’è qualcuno che crede in lui, che si prende disinteressatamente del tempo per lui e ne ricava così la forza necessaria per vivere con gioia la sua vocazione.

Ad oggi, “Il Fuoco di Ars” sostiene e segue con il metodo delle “adozioni spirituali” sacerdoti e seminaristi di diversi paesi del mondo. Aderite anche voi a questa iniziativa e aiutateci a sostenere i nostri pastori!

I sacerdoti hanno più che mai bisogno delle nostre preghiere

Di solito si pensa all’eroicità dei sacerdoti quando si parla di missionari, perché mettono a repentaglio la loro vita per portare l’amore di Dio agli ultimi, ai lontani, agli indifesi. Ma è altresì giusto esaltare e guardare con riconoscenza il lavoro che portano avanti, giorno dopo giorno, i nostri vescovi, i sacerdoti diocesani e i religiosi. I sacerdoti sono uomini che hanno consacrato la loro vita a Dio, che hanno lasciato dietro di sé tutto e tutti per mettersi al servizio della Chiesa, offrendo consapevolmente la loro vita per la nostra salvezza.

Purtroppo, negli ultimi tempi, la figura del sacerdote si è vista al centro di numerosi scandali ed è diventata tristemente oggetto di aspre critiche, in alcuni casi anche meritate.  Sappiamo bene che dietro a tutti questi episodi si cela una lotta di carattere spirituale, la lotta tra il bene e il male. Per satana, il metodo più efficace per distruggere la Chiesa consiste nell’eliminare i dispensatori dei sacramenti che ci comunicano le grazie celesti. Di fatti, come si è ben visto, se cade un sacerdote, sono molti quelli che perdono la fede e vengono trascinati con lui nel baratro.

I sacerdoti sono sì, gli eletti di Dio, ma non per questo smettono di essere uomini con i loro pregi e difetti. Come diceva il Papa Emerito Benedetto XVI: “Dio si serve di un povero uomo al fine di essere, attraverso lui, presente per gli uomini e di agire in loro favore. Questa audacia di Dio, che ad esseri umani affida se stesso; che, pur conoscendo le nostre debolezze, ritiene degli uomini capaci di agire e di essere presenti in vece sua – questa audacia di Dio è la cosa veramente grande che si nasconde nella parola «sacerdozio».” (Omelia, Santa Messa in occasione della conclusione dell’Anno Sacerdotale, 11 giugno 2010)

E’ quindi importante stare accanto ai nostri sacerdoti e aiutarli con le opere, ma è anche vitale accompagnarli con la preghiera, affinché riescano ad uscire vittoriosi dai numerosi combattimenti spirituali che affrontano nell’esercizio del loro ministero.

Ricordiamo sempre:

“Il Sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù … Tolto il sacramento dell’Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita?  Il  sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote.” (San Giovanni Maria Vianney)